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cassandrablogger:

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cose

una delle esperienze liceali che mi fluttua nella memoria con più tenerezza è la mia assoluta convinzione di aver eseguito un brillante compito di matematica. ricordo che spesso ero la prima a consegnare il foglio spillato, per il semplice fatto che avevo saltato rigorosamente i consueti 3 o 4 esercizi di turno, ma nella mia testa non aveva nessuna importanza friendzonare 4 esercizi se gli altri 4 erano svolti perfettamente, tutt'al più credevo che il mio spiccato talento per i numeri facesse sì che la prof, in preda all'inevitabile commozione, dimenticasse di aver assegnato 8 esercizi invece di 4. comunque non andava esattamente come voleva la mia fervida immaginazione. quando i risultati erano pronti e da qualche centimetro vedevo avvicinarsi e delinearsi la sagoma di un numero < 4 affiancato al mio nome, mi partiva il “NON È POSSIBILE - CI DEVE ESSERE UN ERRORE” come una specie di automatismo, solo che quell'errore non poteva essere mio, naturalmente. quindi aprivo il foglio con apparente pacatezza e, in poco meno di un attimo, mi si attivava l'alzata del sopracciglio e la miochimia palpebrale alla sheldon cooper nel prendere atto che tutto il mio magnifico lavoro era stato impunemente contaminato da una penna rossa. il sopracciglio e la palpebra ritornavano alle loro normali mansioni solo quando terminava il processo di accettazione dello spreco di inchiostro rosso, che aveva una durata variabile dall'intera giornata scolastica all'intera giornata scolastica. intorno a me si cominciava a sentire il verso dei grilli e il tenue rumore delle balle di fieno che rotolano, probabilmente - qualche ora prima - qualcuno mi aveva chiesto se avevo intenzione di liberare il banco perché doveva pulirlo, ma io non avevo risposto perché la mia carenza di attenzione divisa non mi consentiva di parlare mentre cercavo di decifrare l'errore, che continuava a non essere il mio. nel frattempo, al calare della luna piena qualcosa si andava chiarificando, il mio intelletto stava per giungere ad una conclusione. eureka. non era sbagliato il processo di calcolo, era solo sbagliato il contesto a cui l'avevo adattato! praticamente non avevo sbagliato io, era l'esercizio ad essere sbagliato per e inadatto alla mia meravigliosa e lineare operazione aritmetica. un po’ come se addobbassi un albero di natale a pasqua. l'addobbo va benissimo, ma non è adatto alla festività. quindi si può dire che la matematica mi ha insegnato due cose fondamentali: la prima è che non devo mai occuparmi degli addobbi, e la seconda è che non sono io quella sbagliata, sono gli altri, sempre.

un sentito grazie all'ultima persona che mi ha piacciato e quindi ricordato queste cose

Anonimo: Friendzone per un ragazzo che mi ha scritto 'domenica ti porto la colazione,ma almeno posso restare a mangiarla con te?'

cassandrablogger:

shine-onyoucrazydiamonds:

cassandrablogger:

“No scusa, il mio gastroenterologo ha detto che mangiare in due fa distrarre, e quando ci si distrae si mastica male, e quando si mastica male non si digerisce bene, e quando non si digerisce bene si è nervosi, e quando si è nervosi si friendzona brutalmente.”

Genio.

ecco perché la mia digestione è sempre eccellente

Anonimo: Mi stai sul cazzo.

cassandrablogger:

oh, ora capisco perché ho la sensazione di essere sospesa nel vuoto

cassandrablogger:

un posto magico

data la mia assidua presenza in quel posto, ormai le persone che lavorano al laboratorio analisi della mia città mi chiamano con la mano invece che col numero del mio turno. l'ultima volta però un'infermiera ingenua e formalmente dolce che si apprestava a farmi il prelievo mi domandò se sentissi dolore, io le risposi “no, perché?” e lei “non so se sei una nuova paziente, mi accerto sempre” e io, trattenendo una leggera risata, “mi perdoni… da quanto tempo lavora qui?” “tre anni” “allora è lei quella nuova”. credo che se la sia presa perché alla fine ha appoggiato il cerotto sul tavolino ed è andata via, senza nemmeno degnarsi di togliermi il batuffolo di ovatta dalla ferita. ho aspettato invano il suo ritorno per una decina di minuti, salvo poi sbirciare sotto l'ovatta e realizzare che non era in corso nessuna emorragia e che la mia mano sinistra era abbastanza efficiente e funzionale da riuscire a medicare senza interventi esterni quel millimetrico puntino rosso timbrato sul braccio. quel giorno segnò l'inizio di una nuova consapevolezza: ero diventata una persona indipendente ed autonoma. potevo aprire i cerotti con una sola mano e potevo muovere serenamente il braccio che aveva appena subito una sottrazione di sangue. potevo fare tutto, persino andarmene e decidere di non salutare nessuno senza tornare a casa costernata dai sensi di colpa. ma comunque oggi il capo biologo ultrasessantenne del laboratorio mi ha detto “ciao tesorino, vieni qui te la faccio io la punturina” e questa frase è bastata a decapitare l'80% di autorevolezza che credevo di essermi conquistata proprio in quel posto.

Anonimo: Cosa pensi delle smagliature? Anche sul seno e in parti magari meno piacevoli

cassandrablogger:

penso che dovreste smetterla di farvi venire i complessi per delle smagliature. sono linee colorate senza spessore come lo sono i tatuaggi, non sono pustole o macule emorragiche o vescicole crostose da riattivazione dell'herpes-zoster